Oh! Orfeo - Tetarolinguaggi

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Oh! Orfeo

 


Video



Oh!Orfeo
Una favola barocca


Liberamente tratto da
"L'Orfeo", favola in musica di Claudio Monteverdi

di Sandro Fabiani e Fabrizio Bartolucci


Orfeo,il grande cantore  ha perso la voce. Non riesce più a cantare, ne a  raccontare la sua storia e di conseguenza nemmeno a spiegare perché non ha più voce.
Forse ha sudato troppo all'inferno? Magari un colpo d'aria? O è stato uno spauracchio nel regno delle ombre? Ha pianto troppo per  Euridice che lo ha lasciato? O forse è la sua voce non si  sente più perché c'è  troppo chiasso intorno?
Come  fare, chi lo può aiutare?
Chi, se non i  i bambini del pubblico che lo aiuteranno a ripercorrere tutte le sue avventure alla ricerca del motivo per cui non riesce più a cantare.
Lo spettacolo  è realizzato attraverso una narrazione che mescola, come nostro solito, tradizione teatrale e virtualità giocando l'immaginario della macchineria barocca.

Un viaggio per gli occhi e  per le orecchie dei bambini, tra musica e teatro, nella "meraviglia" del barocco attraverso l'opera di Monteverdi, inventore del melodramma (ovvero dell'opera). Un viaggio nella storia immortale di ORFEO, il giovinetto che per amore della bella Euridice sfida il buio, scende nel regno delle ombre e armato solo della sua musica  affronta e placa le divinità infernali.

Produzione

Teatrolinguaggi

Compagnia

Teatrolinguaggi

Agibilita'

Teatro del canguro- teatro stabile di innovazione per l'infanzia e i giovani - Ancona

Interpreti

Sandro Fabiani
Giulia Bellucci
in video Fabrizio Bartolucci

Ideazione

Sandro Fabiani, Fabrizio Bartolucci

Regia

Fabrizio Bartolucci

Tecnica utilizzata

teatro d'attore - narrazione - immagini video

Periodo di disponibilità

disponibile stagione 2013/2014

Età consigliata

dai 6 anni

Durata 60'


debutto in forma di studio: festival " i teatri del mondo - palla al centro" luglio 2012 Porto Sant'Elpidio


Progetto all'OPERA

Lo spettacolo nasce in continuità con un percorso iniziato diverso tempo fa, dedicato al grande teatro musicale.
I nostri lavori non nascono come semplici riduzioni delle opere ma come un vero e proprio attraversamento drammaturgico dove la musica al pari della storia è elemento scenico di scrittura.
Il proposito è di trasmettere ai giovani spettatori il fascino di storie, melodie e personaggi del grande teatro d'opera in un occasione teatrale che muove i linguaggi della scena con visionarietà e ironia.
Una scrittura che unisce teatro d'attore, al teatro di figura all'uso di immagine video

Trama

L'Orfeo si ispira a un antico mito greco: dove si narra la storia del semidio Orfeo che col suo canto e il suono della sua cetra, riuscì ad ammansire anche le bestie feroci e a soggiogare le potenze dell'Averno. In una luminosissima aria di festa, Orfeo e Euridice festeggiano le loro nozze. Mentre Orfeo esprimere la propria felicità tra pastori e ninfe cantando un inno al sole ("Rosa del ciel"), la giovane sposa con altre compagne raccoglie fiori su un prato per farne una ghirlanda.  Di colpo il cielo si oscura. Una compagna di Euridice, fa cessare i canti e annuncia disperata una terribile notizia: Euridice è morta. Un serpente velenoso l'ha morsa. Orfeo urla il suo immenso dolore e promette di scendere negli inferi per intenerire col suo canto il cuore del re delle ombre per far sì che Euridice ritorni in vita. Accompagnato da Speranza, il giovane arriva alle soglie degli inferi. Con la cetra incanta e placa Caronte e la dolcezza del suo canto convince Proserpina a intercedere presso il marito Plutone, re dell'Averno. Il signore degli inferi concede che Euridice possa tornare con Orfeo alla vita, ma pone una condizione: Orfeo non dovrà mai voltarsi a guardare Euridice finche non saranno entrambi tornati alla luce. Se lo farà la perderà per sempre. Orfeo intraprende la via del ritorno cantando e lodando il potere della sua cetra, ma, strada facendo, viene assalito dal dubbio che Euridice non lo segua; quando ode un rumore misterioso. Orfeo non riesce più a resistere alla tentazione. Ancor prima di uscire alla luce, si volta, e vede scomparire l'ombra di Euridice nel buio. Tornato solo sulla terra, Orfeo, dà sfogo al suo dolore finche Apollo, il dio padre di Orfeo, gli appare e sana il suo dolore donandogli l'immortalità. Cosi Orfeo, cantando insieme al padre, sale al cielo dove potrà consolarsi ammirando l'immagine celeste di Euridice.

Fonti per lo spettacolo

L'Orfeo, favola in musica di Claudio Monteverdi
su libretto di Alessandro Striggio.
Le georgiche di Virgilio
Le metamorfosi di Ovidio
La storia di Orfeo e Euridice raccontata da Mino Milani- Enaudi Ragazzi.
Orfeo. Variazioni sul mito. A cura di Maria Grazia Ciani e Andrea Rodighiero- tascabili Marsilio.

Indicazioni e suggerimenti per un percorso didattico

Barocco

Con il termine "Barocco" si indica un fenomeno di gusto e di stile che investì le diverse forme del pensiero artistico, letterario e scientifico, in un arco di tempo che coincide, all'incirca, con il XVII secolo.

Il teatro barocco

Il teatro costituisce una delle espressioni più caratteristiche dell'epoca barocca che, nel corso del Seicento, ebbe una grande fioritura.
La scenografia è un elemento base nella struttura teatrale del Settecento. Molta parte dell'esito di uno spettacolo è affidato al virtuosismo dello scenografo, alle sue capacità di stupire. Nella necessità di sorprendere e sbalordire ogni volta di più lo spettatore, lo scenografo barocco spinge la propria fantasia e il proprio virtuosismo oltre ogni limite: macchine, inganni prospettici, trompe-l'oeil, mutazioni a vista capaci di assicurare alla rappresentazione una dinamica vitalità tesa a meravigliare il pubblico.

L'opera barocca

Il teatro d'opera Barocca, grazie alla spettacolarità delle sue rappresentazioni, alla meraviglia suscitata da cantanti come i castrati e alle sfarzose scenografie, raggiunse un alto grado di popolarità, come nessun altro tipo di rappresentazione, catturando il pubblico di tutta Europa. La musica e la scenografia erano i pilastri che, fondendosi, donavano spettacoli fantasiosi dove udito e vista si perdevano nei meandri del meraviglioso e del magico.

Il melodramma

In questo periodo prende forma il melodramma, una nuova  forma di spettacolo  in cui erano presenti insieme musica, poesia, canto  e azione teatrale.
Si passò così da quello che era detto il "recitar cantando" (una via di mezzo fra la recitazione e il canto piuttosto monotono ad opera costruita su due diversi stili di canto solistico: il recitativo:  una sorta di recitazione cantata, intonato e l'arioso: con ampi slanci melodici e ritmo ben scandito)

Claudio Monteverdi

Claudio Monteverdi  nasce a Cremona nel 1567. Grandissimo musicista che raccolse e concluse le esperienze operistiche della sua epoca sollevandole su un piano di altissima arte.
Fu musicista alla corte di Mantova dove  pubblica con notevole successo le prime raccolte di madrigali che suscitano le critiche degli ambienti conservatori per il carattere di novità delle composizioni.
Nel 1607 vede  la luce la favola pastorale ( una favola in musica) composta di in un prologo e 5 atti  intitolata  "L'Orfeo", universalmente considerato il primo capolavoro nella storia del melodramma.
Tre anni più tardi è a Venezia come maestro di musica della repubblica veneta e in questa città di nobilissime tradizioni musicali la sua concezione drammatica conosce un nuovo ampliamento.
Verso il 1630, la moda della "favola in musica" esce dall'ambiente delle corti e si afferma nei teatri.
Ed è per questa moderna, nuova forma di spettacolo che Monteverdi scrive altre due opere: Il ritorno di Ulisse in patria, in occasione del carnevale veneziano del 1640, e L'incoronazione di Poppea, tre anni dopo, pochi mesi prima di morire.
L'opera svolta da Monteverdi si colloca a cavallo di due epoche: con i suoi madrigali  può essere  considerato l'ultimo grande polifonista del Rinascimento e insieme apre la strada alla nuova musica, la "monodia accompagnata", cioè il canto solistico dei primi melodrammi, che dominerà il mondo musicale dal '600 (il Barocco) e oltre.

Prima della visione dello spettacolo si consigliano

La storia di Orfeo e Euridice raccontata da Mino Milani- Enaudi Ragazzi.
L'Orfeo diretto da  Jordi Savall  - DVD edizione BBC -Opus Arte

Indicazioni sulle scenografie, sui costumi e sulle musiche

Una grande cornice oglivale, ruotante, simile ad un specchio o ad una grande lente  è lo spazio della rappresentazione.
Un gioco di contaminazione e dialogo tra antico e moderno  trasforma  la scena in un luogo dove si materializzano magicamente immagini e ambienti della storia.  
Le immagini sono tese a "stimolare" l'immaginario di chi guarda e non semplicemente a descrivere le situazioni che i personaggi attraversano.
Anche i costumi non descrivono ma dilatano l'immaginario.
La musica nell'allestimento diviene elemento di scrittura al pari del testo, nel raccontare le emozioni, i personaggi, gli ambienti.

Recensione vetrina "palla al centro" Porto Sant'Elpidio 2012

...Tra le sicure riuscite della vetrina dobbiamo anche annoverare lo studio che la compagnia Teatro Linguaggi ha dedicato all'Orfeo di Monteverdi che, continuando il proprio percorso dedicato all'opera, si avventura in un capolavoro barocco di altissima valenza e lo fa coinvolgendo sul palco due bambini del pubblico che faranno da contraltare ai protagonisti della storia Orfeo ed Euridice, mentre sul palco uno schermo ogivale coperto di cellofan
Mario Bianchi

Si ringrazia Il Comune di Motemaggiore al Metauro(PU)

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