Nessun dorma! - Tetarolinguaggi

Vai ai contenuti

Menu principale:

Nessun dorma!

 


video

Nessun dorma!
la favola della principessa Turandot

Nessun dorma! è uno spettacolo liberamente tratto da Turandot, il dramma lirico in tre atti musicato da Giacomo Puccini e ispirato all'omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi.
La Favola della principessa dal cuore di ghiaccio, in una Cina fantastica di mille e mille anni fa, è scenicamente evocata dal racconto di un singolare personaggio, uno di quelli che nell'opera non ha proprio voce (non parla e non canta) ma che si trova al centro dell'azione, tra l'incudine e il martello, o meglio, tra il ceppo e la scure: Pu Tin Pao, il boia.
Un boia che taglia teste, come tutti i boia, ma che segretamente sogna storie d'amore a lieto fine. Un boia che avrebbe voluto tanto fare un altro mestiere e che soprattutto... vorrebbe poter dormire una notte intera. Perché dove regna Turandot non si dorme mai. Ci sono sempre teste da tagliare e se non ce ne sono, c'è sempre qualcuno che canta!

produzione
teatrolinguaggi

compagnia
teatrolinguaggi

agibilita'
Teatro del canguro- teatro stabile di innovazione per l'infanzia e i giovani - Ancona

interpreti
Sandro Fabiani
Massimo Pagnoni

autori
Fabrizio Bartolucci, Sandro Fabiani

regia
Fabrizio Bartolucci

tecnica utilizzata
teatro d'attore - narrazione - immagini video

periodo di disponibilità
disponibile stagione 2012/2013

età consigliata
dai 6 ai 13 anni

durata 60'

debutto in forma di studio: festival " i teatri del mondo - palla al centro" luglio 2010 Porto Sant'Elpidio

Progetto all'OPERA
Lo spettacolo nasce in continuità con un percorso iniziato diverso tempo fa, dedicato al grande teatro musicale.
I nostri lavori non nascono come semplici riduzioni delle opere ma come un vero e proprio attraversamento drammaturgico dove la musica al pari della storia è elemento scenico di scrittura. Una costruzione che riprende i temi dell'opera e l'immaginario che muove, per dar vita ad un nuovo racconto teatrale, dove le vicende vengono narrate ed evocate attraverso la particolare prospettiva di un personaggio, in questo caso 'il Boia'. Un personaggio minore che gioca dentro e fuori la storia stessa e permette di raccontare in modo originale la favola di Turandot immaginata da Puccini.
Il proposito è di trasmettere ai giovani spettatori il fascino di storie, melodie e personaggi del grande teatro d'opera in un occasione teatrale che muove i linguaggi della scena con visionarietà e ironia.
Una scrittura che unisce teatro d'attore, al teatro di figura all'uso di immagine video

trama
La bella principessa Turandot è in età da sposa. Nel regno viene emanato il seguente editto: colui che riuscirà a risolvere i tre enigmi posti da Turandot la sposerà, se non riuscirà a risolverli verrà decapitato. Intanto Calaf, un giovane principe, riconosce in Timur, l'anziano e spodestato re accudito dalla giovane schiava Liu, suo padre. Timur pensava che suo figlio fosse morto in battaglia.
Calaf vede Turandot e se ne innamora e decide di tentare di risolvere gli enigmi. Inutile dire che Tinmur e i ministri Ping, Pang e Pong cercano in ogni modo di dissuaderlo. Ma invano.
Calaf riesce a risolvere gli enigmi. Nonostante ciò la principessa non vuole sposare uno sconosciuto, uno straniero. Allora Calaf, con un grande gesto di nobiltà, libera Turandot dal suo giuramento dicendole che se entro l'alba fosse riuscita a scoprire il suo nome, allora egli avrebbe accetato di essere decapitato. Ma... come canta Calaf nell'aria Nessun dorrma: "il nome mio nessun saprà"; e infatti Turandot , che pure ha scoperto il nome di Calaf dice: "conosco il nome dello straniero! Il suo nome è… Amore!".

fonte
Turandot opera in 3 atti e 5 quadri di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, completata da Franco Alfano.
Turandot, favola teatrale in 5 atti di Carlo Gozzi

indicazioni e suggerimenti per un percorso didattico:
L'argomento fiabesco di Turandot è tratto dal ciclo persiano delle Mille e una notte e più precisamente da 'La storia del principe Calaf e della principessa di Cina'.
La prima trasposizione occidentale è la favola teatrale in 5 atti di Carlo Gozzi TURANDOT .

Prima della visione dello spettacolo si consigliano
letture:
GLI INDOVINELLI DELLA PRINCIPESSA TURANDOT di Maria Cristina Berti e Elena Torre- ed. ETS (adatto alla scuola primaria)
TURANDOT adattamento per ragazzi di Joan de Déu Prats, illustrazione: Pep Montserrat (con cd )- Ed. kalandraka
TURANDOT raccontata da Luigi Dal Cin , illustrazioni di Denis Gordeev - Ed kite 2007
ascolto:
TURANDOT opera lirica in 3 atti e 5 quadri di Giacomo Puccini

Giacomo Puccini è nato a Lucca il 1858 e morto a Bruxelles nel 1924. E' stato l'ultimo grande compositore del bel canto italiano. Proveniva da una famiglia di musicisti e fin dall'età di cinque anni suo padre gli diede lezioni di organo. Terminati gli studi, si presentò a un concorso musicale con l'opera LE VILLI, che fu premiata ed ebbe un'ottima accoglienza . Ma il successo arrivò con MANON LESCAUT e LA BOHÈME, cui seguirono Tosca, MADAMA BUTTERFLY e altre opere con cui ottenne riconoscimenti a livello mondiale. Colpito da un tumore alla gola, non riuscì a finire Turandot, che venne terminata da Francesco Alfano. L'innovazione armonica, il suo straordinario senso teatrale, l'orchestrazione ricca e originale e l'importanza dei personaggi femminili sono i principali contributi di Puccini al mondo operistico.

temi prevalenti
La ricerca dell'identità
La scoperta dell'amore
Gli enigmi
I riti orientali
L'arte della scrittura (gli ideogrammi)

indicazioni sulle scenografie, sui costumi e sulle musiche:
La rappresentazione prende spunto da due forme teatrali orientali tra le più conosciute al mondo: il teatro delle ombre cinesi e l'Opera di Pechino (teatro che mescola al suo interno arte drammatica, pantomima, musica, canto e danza, caratterizzato da ricchezza visiva e grande essenzialità scenografica).
Un unico spazio creato da un piccola pagoda bianca, montata a vista in un gioco che evoca la ritualità del teatro orientale, si trasforma nei luoghi del racconto attraverso invenzioni visive che mescolano ombre e immagini video.
Le immagini sono tese a "stimolare" l'immaginario di chi guarda e non semplicemente a descrivere le situazioni che i personaggi attraversano .
Anche i costumi non descrivono ma dilatano l'immaginario.
La musica nell'allestimento diviene elemento di scrittura al pari del testo, nel raccontare le emozioni, i personaggi, gli ambienti.


Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu